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Ulisse e Penelope
Critica letteraria
Ulisse e Penelope
L'Odissea, un romanzo d'amore
ISBN
9788806268046
Editore
Einaudi
Anno
2026
Pagine
96

Salda e lucida, capace di tenere sotto scacco per vent’anni i pretendenti al trono “tessendo” una trama di intelligenti e implacabili decisioni strategiche: così appare Penelope nella versione cinematografica dell’Odissea di Nolan. Un’invenzione hollywoodiana? Tutt’altro. 

A confermarcelo è uno dei più stimati antichisti italiani, traduttore dal greco e dal latino, Guido Paduano. 

Contro l’opinione comune che considera i poemi omerici come documentazione di una civiltà fondata sulla subordinazione femminile, Paduano dimostra che quella tra Ulisse e Penelope è una relazione tra pari.

E che la struttura fondativa dell’Odissea consiste in una grande storia d’amore, che ha come suoi pilastri la lunga separazione – dolorosa tanto per Penelope quanto per Ulisse – e l’esperienza esaltante del ricongiungimento. Penelope parla di un dolore tremendo che «sempre lacera il cuore nel petto»; Ulisse, per lei, rinuncia all’immortalità e all’eterna giovinezza offertegli da Calipso. 

E cosí, il quadro ideologico dominante che regola i rapporti di genere nell’Odissea contrasta implicitamente con l’evento centrale del poema: la persistente affermazione da parte di Penelope della propria dignità e autonomia. La regina, donna sola, riesce a governare la sua Itaca per vent’anni e a non cedere alle rivendicazioni di oltre cento pretendenti, mettendo in atto una forma di resistenza, esemplificata dall’astuzia della tela – tessuta di giorno e disfatta di notte –, potente simbolo della sua irriducibile capacità di agire. Non solo. Canto dopo canto è sempre piú evidente come Penelope non sia affatto una figura pallida all’ombra dell’eroe, ma un doppio di Ulisse, un doppio capace di confrontarsi con lui e addirittura di prevalere, dimostrando con forza la sua individualità. 

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