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23 Giu 2020

Adriano Prosperi, Crime and Forgiveness

Adriano Prosperi: Crime and Forgiveness

Il 29 giugno Harvard Univerity Press pubblicherà Crime and Forgiveness. Christianizing Execution in Medieval Europe, traduzione inglese di Delitto e Perdono. La pena di morte nell'orizzonte mentale dell'Europa cristiana. XIV-XVIII secolo di Adriano Prosperi.

A provocative analysis of how Christianity helped legitimize the death penalty in early modern Europe, then throughout the Christian world, by turning execution into a great cathartic public ritual and the condemned into a Christ-like figure who accepts death to save humanity.

The public execution of criminals has been a common practice ever since ancient times. In this wide-ranging investigation of the death penalty in Europe from the fourteenth to the eighteenth century, noted Italian historian Adriano Prosperi identifies a crucial period when legal concepts of vengeance and justice merged with Christian beliefs in repentance and forgiveness.

Crime and Forgiveness begins with late antiquity but comes into sharp focus in fourteenth-century Italy, with the work of the Confraternities of Mercy, which offered Christian comfort to the condemned and were for centuries responsible for burying the dead. Under the brotherhoods’ influence, the ritual of public execution became Christianized, and the doomed person became a symbol of the fallen human condition. Because the time of death was known, this “ideal” sinner could be comforted and prepared for the next life through confession and repentance. In return, the community bearing witness to the execution offered forgiveness and a Christian burial. No longer facing eternal condemnation, the criminal in turn publicly forgave the executioner, and the death provided a moral lesson to the community.

Over time, as the practice of Christian comfort spread across Europe, it offered political authorities an opportunity to legitimize the death penalty and encode into law the right to kill and exact vengeance. But the contradictions created by Christianity’s central role in executions did not dissipate, and squaring the emotions and values surrounding state-sanctioned executions was not simple, then or now.

“From a distinguished Italian historian of early modern Europe comes a profound yet subtle work, written with great passion. Prosperi explores the comparative dimensions of Christianity’s relationships with public execution and its legitimization, principally in France, Germany, the Iberian peninsula, and England, with a particular focus on the religious confraternities devoted to consoling those condemned to be executed.”—Samuel K. Cohn, Jr., University of Glasgow

17 Giu 2020

Undici tonnellate sopra la testa: Andrea Pomella su Doppiozero

Andrea Pomella

"Quand’eravamo bambini, qualcuno aveva scoperto che c’era un modo per neutralizzare gli acari rossi, quei minuscoli e insignificanti ragnetti che prosperano sui marmi, sulle balaustre, sulle ringhiere, sui muri. Era un gioco sadico. Si tracciava un cerchio con un pennarello, facendo in modo di racchiudere ogni acaro rosso in un cerchio, così gli acari rossi non erano in grado di fuoriuscire dal cerchio e restavano immobilizzati. Ci eravamo accorti che in seguito accadeva qualcosa di strano: gli acari rossi tentavano di oltrepassare il cerchio, venendo però respinti dalla linea tratteggiata col pennarello, per poi desistere, e dopo un po’, letteralmente, si volatilizzavano. Non morivano, ma scomparivano dall’interno del cerchio, senza che nessuno riuscisse a cogliere il momento della loro trasfigurazione. Avvinti dall’arcano fenomeno, finimmo per imbrattare il cortile con una sterminata miriade di piccoli cerchi, e gli adulti impazzivano perché non riuscivano a comprendere il significato di quei misteriosi segni."

Andrea Pomella su Doppiozero.

10 Giu 2020

Marco Revelli su Doppiozero

Marco Revelli

Marco Revelli traccia su Doppiozero un Identikit sociale della pandemia:

"Nelle Considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco abbiamo sentito vibrare toni inusuali. Non solo per la citazione keynesiana in riferimento alla “giustizia sociale” (da quanti decenni il nome di John Maynard Keynes era bandito da via Nazionale?). E per l’insistenza sull’“incertezza” col socratico “so di non sapere” (quando mai un Governatore centrale si era esposto al rischio di dover bere la cicuta?). Ma anche per i reiterati richiami al problema dell’ineguaglianza, e ai rischi cui l’impoverimento degli strati sociali più svantaggiati può esporre l’intero sistema economico. Segni evidenti che ai piani alti la paura deve fare novanta, se il linguaggio si fa così esplicito. E quanto avviene “in basso” trova occhi e orecchi finalmente attenti."

04 Giu 2020

Aldo Schiavone presenta Progresso

Il 9 giugno ore 18.30 Aldo Schiavone presenterà il suo nuovo libro Progresso in diretta Facebook dalla pagina del Circolo dei lettori, in dialogo con la direttrice Elena Loewenthal. 

Evento ►

03 Giu 2020

Premio Napoli 2020: Prete, Schiavone e Sisto tra i candidati

Sono candidati all'edizione 2020 del Premio Napoli tre titoli rappresentati da Reiser:

- Antonio Prete: La poesia del vivente.

- Aldo Schiavone: Eguaglianza.

- Davide Sisto: RIcordati di me.

 

Su Youtube, sono state pubblicate le video candidature degli autori.

Prete: https://youtu.be/rybk0z_e2Z0

Schiavone: https://youtu.be/G23nmM4vhbo

Sisto: https://youtu.be/SlmKnwSanH4

21 Mag 2020

I colpevoli di Andrea Pomella recensito su La lettura, Robinson e Il sole 24 ore

Andrea Pomella: I colpevoli

Negli ultimi giorni, sono apparse diverse recensioni de I colpevoli, nuovo libro di Andrea Pomella. Alessandro Beretta ne ha scritto su La lettura. Vittorio Lingiardi su Robinson. Gianluigi Simonetti su Il sole 24 ore.

"Una storia di frammenti riordinati con pazienza e abilità di mosaicista, ma anche di grandi sentimenti (quelli che ho contato sopra, che poi sono le grandi parole delle nostre vite), depurati nella narrazione da ogni boria concettuale. Affetti che abitano gli spazi fisici e mentali di una cronaca familiare delicata e spietata", Vittorio Lingiardi.

05 Mag 2020

Nadia Terranova recensisce I colpevoli di Andrea Pomella

Andrea Pomella: I colpevoli

Su Tuttolibri-La Stampa del 3 maggio, Nadia Terranova ha recensito il nuovo libro di Andrea Pomella, I colpevoli. La recensione è scaricabile da qui.

"È una lunga lettera al padre I colpevoli, il nuovo libro di Andrea Pomella, una lettera scritta con un'implacabilità e un rigore che inchiodano l'io narrante più che l'uomo a cui è indirizzata".

05 Mag 2020

Gianfranco Marrone, La fatica di essere pigri

Gianfranco Marrone, La fatica di essere pigri

Raffaello Cortina Editore pubblicherà il 14 maggio La fatica di essere pigri di Gianfranco Marrone.

Qui per leggere la recensione scritta da Marino Niola per Robinson-La Repubblica.

La storia della pigrizia ha radici antiche, incrociandosi con l’ozio e con l’accidia. L’ozio è padre di tutti i vizi, ma anche virtù del letterato che sfugge alle costrizioni del lavoro. Analogamente l’accidia è vizio capitale, meno grave però di altri comportamenti considerati riprovevoli. Intere classi sociali ne fanno il loro vanto, altre la deridono, altre vi aspirano. E molti sono i racconti che riguardano la pigrizia, facendone ora una proprietà caratterizzante certi personaggi (da Oblomov a Paperino) ora un atteggiamento di ribellione contro le società moderne (da Stevenson a Lafargue, da Russell a Barthes). In gioco, è la rivendicazione di stanchezza, il desiderio di riposo, l’esigenza del non voler fare. Morale: difficile essere pigri. Bisogna faticare per riuscirci. In un’epoca che glorifica incessantemente la prestazione, riempiendo ogni momento della nostra vita di gesti carichi di necessità produttive, non far nulla è tutt’altro che evidente. Per questo va perseguito, rivendicato come un diritto, praticato come esercizio di libertà.

05 Mag 2020

Aldo Schiavone, Progresso

Aldo Schiavone: Progresso

Sarà disponibile in libreria a partire dal 14 maggio, pubblicato da Il Mulino, il nuovo libro di Aldo Schiavone: Progresso.

Una parola che sembra quasi da evitare, un ricordo di tempi lontani e di perdute ingenuità intellettuali. Eppure, l'idea di progresso esprime qualcosa di profondo e di essenziale: una rappresentazione della storia senza la quale la nostra identità e la nostra capacità di progettare il futuro sono a rischio. Scritte appena prima che iniziasse la crisi del Coronavirus, queste pagine, cui tocca oggi la più implacabile delle verifiche, si interrogano sulla funzione progressiva della tecnica e della scienza, che non sono una potenza estranea: sono nostre figlie, siamo noi.

30 Apr 2020

Andrea Pomella, I colpevoli

Andrea Pomella: I colpevoli

Sarà pubblicato il 5 maggio da Einaudi il nuovo libro di Andrea Pomella, I colpevoli.

Cosa resta del legame tra un padre e un figlio dopo un rabbioso distacco durato trentasette anni? Tredicimila giorni senza vedersi, da quando il padre ha abbandonato la famiglia per amore di un'altra donna. Un'intera vita di lontananza. Per poi ritrovarsi all'improvviso: ed è proprio la storia del loro riavvicinamento, dei passi veri e falsi di ognuno, dei pensieri e delle derive, il fuoco vivo di queste pagine.

«Ho appreso la lingua dei colpevoli e ho attraversato la terra dei traditori. Cosí ora le nostre parti sono condannate a rovesciarsi incessantemente. Siamo due corpi in lotta, avvinti nell’abisso perpetuo del vuoto gravitazionale».

«Non voglio piú vederti», dice un bambino a suo padre, che se ne è andato di casa. Lo dice, ma poi soprattutto lo fa. Si rifiuterà d’incontrarlo per trentasette anni. Il bambino che ha pronunciato quella frase, il bambino che ha abbandonato il padre rovesciando la prassi secondo la quale, semmai, accade il contrario, è l’autore di questo libro. È lui, ormai adulto, a raccontare la ricostruzione del rapporto – impossibile eppure concretissimo – con il padre, a mettersi in gioco senza infingimenti, a ferirsi, a denudarsi una riga dopo l’altra. Usando l’io come una clava, per rompere tutti i vetri e tutti i muri. In cerca di un senso, di una direzione. Cosa significa, concretamente e simbolicamente, tradire e abbandonare? C’è una giovane donna seduta nel luogo in cui avvenne il tradimento piú famoso della storia: l’assassinio di Giulio Cesare. È in attesa che lui – il bambino diventato adulto – pronunci una delle due frasi che, in un modo o nell’altro, le cambieranno la vita: «Lascerò lei per te», oppure «Non posso farlo». E lui pronuncerà la sua frase, e con quella frase forse rifonderà la sua esistenza, proprio come ha fatto il padre trentasette anni prima. Tutte le nostre vite sono costellate di tradimenti e di abbandoni, ma queste pagine – che danno forma a un’indimenticabile e torrenziale lettera al padre – raccontano con forza e verità la storia di una riconciliazione, ricostruiscono un ponte sospeso su un abisso per dare senso compiuto alla parola perdono.